Recensione: I pesci non hanno gambe, Jón Kalman Stefánsson

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Il libro

I pesci non hanno gambe è un libro edito da Iperborea casa editrice che riesce ad arricchire un catalogo già di per sé molto prezioso. Jón Kalman Stefánsson, autore del libro in questione, scrive una saga familiare dai toni freddi e caldi insieme, intrecciando nella Storia di Keflavíc le storie delle famiglie più antiche e di quelle appena create, innescando un carillon di emozioni che il lettore non può far altro che accettare come vere e tangibili.

In questo libro possiamo seguire le vicende del poeta ed editore Ari, che ha lasciato Keflavíc e la sua famiglia dopo aver tradito la moglie, rendendosi conto di vivere una vita a lui completamente estranea. Una rivelazione violenta quanto un pugno che gli ha fatto preparare i bagagli in tutta fretta e fuggire via da quella casa diventata ormai soltanto ostile, ma ritornerà inevitabilmente nel suo luogo d’infanzia: la bianca Keflavíc. Qui riallaccerà i rapporti con il suo vecchio amico Jón e ricorderà con lui la storia dei suoi nonni, del loro amore e di come tutto era difficile a quei tempi quanto la vita era un’esperienza spettacolare, dolce, sorprendente e meravigliosa.
Una narrazione alimentata dal vento d’Islanda che ci porta lontano nel tempo e ci racconta delle vite dei nonni dei personaggi principali e dei loro fratelli e sorelle e dei loro amici e della loro splendida e selvaggia isola in bianco, nero e blu.

Estratto

Chi non prova nessun dolore o emozione di fronte all’esistenza ha il cuore freddo e non ha mai vissuto – devi essere riconoscente per le tue lacrime.

Commento

Ho scoperto questo autore spulciando il catalogo di Iperborea sul loro sito. Ero agganciata ormai e il seme della curiosità aveva attecchito completamente. Ricordo che ero a una delle mie prime fiere editoriale, forse Più libri più liberi o magari proprio Book pride. Fatto sta che, individuato lo stand Iperborea, scorro con gli occhi i titoli e le copertine colorate fino a quando trovo ciò che inconsciamente stavo cercando: I pesci non hanno gambe, Jón Kalman Stefánsson. È bastato solo un minuto e la mia borsa pesava un po’ di più.
Intrapresa la lettura ho notato alcune caratteristiche, per me molto piacevoli, della scrittura di Stefánsson, come la sua prosa dai forti connotati poetici, il linguaggio preciso capace di evocare immagini ben delineate e chiare e l’attenzione dedicata all’introspezione psicologica dei personaggi. Stefánsson ha forse apprezzato l’opera dello scrittore russo Dostoevskiji, o almeno io ho notato una certa curiosità verso il bagaglio psicologico dell’essere umano e quanto importante sia il ruolo che la Storia gioca in questa partita.
La storia d’Islanda ha avuto i suoi periodi neri, il clima e lo stesso territorio sono spesso ostili verso i propri abitanti e a lungo andare lo stress fisico e quello psicologico, la lotta per la sopravvivenza e la stanchezza a essa dovuta si sono ripercosse e si ripercuotono sulle generazioni successive, magari a distanza di molti anni. Questo credo succeda in Islanda come qui in Italia, come in Spagna, in Grecia, in Germania e in qualunque altro luogo terrestre che sia abitato da più di cinquant’anni, anzi ci sono scienziati ed esperti nel settore che lo confermano.
Il bello di questo libro, oltre al piacere della lettura, sta molto nelle “lezioni di vita” – tra virgolette perché non sono un’amante di questa espressione, ma suppongo possa arrivare alla maggior parte di voi – che ti colpiscono a volte d’improvviso e altre volte si insinuano nella coscienza dopo qualche pagina, magari sovrapponendosi a ciò che si sta leggendo in quel momento. L’esempio umano è dato da tutti i personaggi che compaiono nella storia, insegnandoci a essere coraggiosi nell’affrontare la vita, ad accettare la paura della morte e del dolore, insegnandoci ad amare il prossimo e possibilmente noi stessi con rispetto e tenacia. Trovo che per il periodo natalizio sia una lettura perfetta, tanti doni ha da offrirci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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