Recensione: Profumo di caffè e cardamomo, Badriya al-Bishr

445Il libro

Hind è una giovane donna saudita in continua lotta con la madre dispotica e maschilista Hyla, che incarna tutti gli stereotipi misogeni degli uomini. Hyla è una donna nata in un paese dove la supremazia maschile è forte e spesso indiscutibile, il destino con lei è stato crudele condannandola alla condizione di “sposa bambina” e strappandola così alla sua infanzia. Ora, anni dopo, è felice di essere una casalinga, teme e rispetta gli uomini e disprezza le giovani donne intraprendenti che cercano libertà e indipendenza, figlie comprese. Per questo le osteggia in tutti i modi possibili, mitigando i loro caratteri, proibendo loro di giocare con i maschi o di vestirsi in modo poco appropriato. Hyla invece adora il suo primogenito Fahd, che però ha ereditato il carattere dal padre: buono, gentile e dall’animo malleabile. Per questo il figlio decide, una volta raggiunti i diciotto anni di età, di scappare di casa, di fuggire dalla madre che lo ama più di sé stessa e raggiungere il Canada. Nel frattempo Hind si innamora di un uomo dolce e gentile che non potrà mai sposare, e si vedrà costretta invece a contrarre matrimonio con il cugino Mansur, conosciuto dalla famiglia e apprezzato dalla madre e dal fratello Ibrahim per il suo carattere forte e dispotico. Hind inizia una seconda vita di costrizioni, la prima come ragazza, questa come moglie. Costretta a portare il velo, costretta a frequentare solo l’Università – preziosa ma unica concessione datale dal marito.
Un sicuro rifugio le viene fornito dalla scrittura. Hind riempie carte e quaderni dei suoi pensieri, scoprendo che così può alleggerirsi di tutte le pietre che la costringono ancorata al suolo; azzarda una mossa sfrontata per tutte le donne del suo paese e del suo tempo pubblicando articoli su alcuni giornali a nome proprio. Quando il marito Mansur e la sua famiglia vengono a sapere del gesto provocatorio e di cattivo gusto compiuto da quella che sarebbe dovuta essere una donna sottomessa, vengono messe subito in chiaro due cose: Hind non ha diritto di pubblicare nulla se il marito Mansur non lo desidera, Hind deve stare al posto che è stato riservato a tutte le altre donne.
Hind e il suo fratello più amato, Fahd, hanno in comune due cose importanti: lo spirito libero e la scrittura. Entrambi questi elementi li porteranno via da Riyadh alla ricerca di una vita completa.

Estratto

Il loro ruolo è limitato, il loro valore sociale scarso, dal momento che vengono mantenute per tutta la vita. Mantenute dal padre prima del matrimonio, mantenute quindi dal marito, mantenute infine dai figli nella vecchiaia: questo rende facile, per chi le mantiene, comandare su di loro.

Commento

Non mi dilungherò molto nel commento di questo romanzo, Profumo di caffè e cardamomo (edito da Atmosphere libri) perché credo racconti una di quelle storie in grado di regalare a ognuno personalmente qualcosa di diverso. Posso però consigliarlo a tutti i lettori amanti dell’esotico, a quelli che sognano nel leggere descrizioni delicate di luoghi selvaggi e molto lontani.
Attraverso uno stile semplice, poetico, delicato seppur diretto, la scrittrice Badriya al-Bishr ci racconta la condizione della donna moderna in Arabia Saudita. Raccontando la storia di Hind, Hyla, Shadha e tutte le altre donne presenti nella vita della protagonista, Badriya al-Bishr dipinge per noi una fessura dalla quale osservare le dinamiche casalinghe, sociali, antropologiche e lavorative che compongono il mondo arabo femminile, così freddo e scomodo.
Hind in un passo del romanzo sostiene che la sua vita è costituita da maschere. Una maschera in casa, una maschera fuori casa, una maschera a lavoro e, suo malgrado, una maschera nella scrittura. Badriya al-Bishr invece vuole rompere il silenzio velato di tutte le donne come Hind, ma anche di tutte quelle come Hyla, indurita negli anni proprio a causa di ciò che in età adulta protegge con tanto vigore e dispotismo.
Con Profumo di caffè e cardamomo l’autrice mette in atto ciò che la protagonista desidera di più fare: strappare il velo nero che priva le donne saudite della loro vita, della loro essenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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