Recensione: Anche noi l’America, Cristina Henríquez

Cop-Henriquez.jpgIl libro

La famiglia Rivera decide di lasciare il Messico e trasferirsi negli Stati Uniti dopo che un incidente cambia la vita della figlia Maribel. Il Delaware sembra quindi la decisione migliore per poterle garantire un’assistenza appropriata. Mayor Toro è un ragazzo che vive nella casa vicina a quella dei Rivera, la sua famiglia è originaria di Panama e si è trasferita negli Stati Uniti per scappare dalla vita divenuta sempre più complicata nella loro città natale. Alma Rivera ripone in questa America tutte le sue speranze per il futuro della figlia, per purificarsi dal senso di colpa che le chiude sempre più stretto quel nodo in gola.
Mayor sembra essere l’unico in grado di far tornare il sorriso a Maribel, non la costringe a parlargli, piuttosto è lui che si impegna sempre di tenere viva una conversazione spesso laconica. Pian piano però il muro che sembrava aver intrappolato la dolce e spensierata ragazza di Panama, sembra accusare i colpi a suon di battute stupide che Mayor le rivolge. I due quindi stringono un rapporto di amicizia, se così si può chiamare, che poi si trasforma in attrazione evidente da parte di Mayor e inaspettatamente, dopo poco tempo, anche da parte di Maribel. Per lui non è importante che Maribel abbia subito un incidente e che frequenti una scuola per ragazzi “come lei”, perché riesce a vederla per come era a Panama, se ne accorge fin dal primo giorno che la incontra.
Maribel tiene un quaderno per scrivere quello che pensa, si tratta per lo più di mansioni svolte durante la giornata o direttive su come fare alcune cose. Sembra che la aiuti a camminare dritta per la strada più giusta per lei. Nonostante i progressi di Maribel, la paura che attanaglia Alma riguardo alla possibilità di un nuovo incidente si fa più forte quando scopre un ragazzo del quartiere mentre tiene stretta sua figlia addosso a un muro tenendole alzata la maglietta. Anche Mayor nota il comportamento pressante di questo ragazzo, che frequenta la sua stessa scuola, nei confronti di Maribel, arrivando a difenderla provocando una piccola rissa.
Quando Mayor decide di scappare con Maribel a bordo della nuova auto del padre per portarla a vedere il mare, la situazione gli sfugge di mano perché nevica forte e sono costretti a fermarsi prima di rientrare a casa. Da questo momento sembrano scattare i misteriosi meccanismi del fato che, una volta finito tutto, non si riescono mai a capire, non si riesce a vedere quale azione si sarebbe potuta evitare, non si riesce a far altro che sopravvivere.

Estratto

“Sono venuto negli Stati Uniti per guadagnare meglio per i miei figli. Adesso, mentre sono qui, stanno da un amico di famiglia. Non l’ho presa tanto come una scelta, quanto come un obbligo. Ho l’obbligo, cioè, di assicurargli una buona vita. Mio figlio adesso va al college e mia figlia comincerà ad andarci l’anno prossimo, alla Universiad Veracruzana di Orizaba. Questo mi rende felice, perché credo significhi che entrambi potranno fare quello che volevano. Non sono in molti a poter dire la stessa cosa.”

Commento

Anche noi l’America (NNEDITORE) è un romanzo corale che vede come protagonisti le voci di Alma e Mayor, ma non manca di far emergere quelle dei vicini, uomini e donne che vivono e lottano per conquistare il presente e dimenticare il passato, nonostante la nostalgia di casa talvolta li faccia rallentare.
Si avverte un calore e una dolcezza tali nelle parole e nei pensieri di alcuni personaggi da farti sentire a casa, completamente a tuo agio nella lettura. Cristina Henríquez è senza dubbio un’abile artigiana del racconto, riuscendo a raccontare storie molto lontane quasi sussurrandole al tuo orecchio. La vita non è sempre gentile, spesso e volentieri picchia duro e le storie di queste persone, immigrate o meno, ce lo ricordano senza urlarlo, semplicemente parlandone a quattr’occhi con noi lettori. Tuttavia nella lettura si ha la sensazione come di essere avvolti in un maglione di cachemire, al caldo, nella morbidezza di un bozzolo chiaro e comodo.
Molto dolce è la figura di Mayor, ingenuo ragazzo adolescente, puro, orgoglioso e coraggioso di fronte alle sue emozioni, pronto a sfidare il mondo intero solo per amore.
Io mi sono affezionata a tutti i protagonisti di Anche noi l’America e mi dispiace doverli lasciare alle loro vite e alle loro scelte, sensate o folli che siano.
Questo romanzo ha avuto una rassegna stampa incredibile, un successo sotto diversi punti di vista. Sono felice di averlo finalmente potuto leggere, in realtà l’ho terminato poco prima di partire per il Salone ma poi non ho proprio avuto il tempo di scriverne e soprattutto di pubblicare il mio parere qui sul blog, fino ad oggi. 🙂

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Annunci

Un pensiero su “Recensione: Anche noi l’America, Cristina Henríquez

  1. Pingback: NNEDITORE | Rassegna stampa on line di Cristina Henriquez

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...