Recensione: Anche noi l’America, Cristina Henríquez

Cop-Henriquez.jpgIl libro

La famiglia Rivera decide di lasciare il Messico e trasferirsi negli Stati Uniti dopo che un incidente cambia la vita della figlia Maribel. Il Delaware sembra quindi la decisione migliore per poterle garantire un’assistenza appropriata. Mayor Toro è un ragazzo che vive nella casa vicina a quella dei Rivera, la sua famiglia è originaria di Panama e si è trasferita negli Stati Uniti per scappare dalla vita divenuta sempre più complicata nella loro città natale. Alma Rivera ripone in questa America tutte le sue speranze per il futuro della figlia, per purificarsi dal senso di colpa che le chiude sempre più stretto quel nodo in gola.
Mayor sembra essere l’unico in grado di far tornare il sorriso a Maribel, non la costringe a parlargli, piuttosto è lui che si impegna sempre di tenere viva una conversazione spesso laconica. Pian piano però il muro che sembrava aver intrappolato la dolce e spensierata ragazza di Panama, sembra accusare i colpi a suon di Continua a leggere “Recensione: Anche noi l’America, Cristina Henríquez”

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La lettura del week end

Buon sabato cari lettori e care lettrici!
Come state? Tutto bene? Qui a Roma il caldo sta prendendo il controllo su tutto, se avete in programma una gita nella Capitale vi consiglio di tirare fuori vestiti estivi, scarpe aperte e, nel caso vi piacciano, ventagli!

La mattinata è volata via, ma dopo pranzo una lettura allieterà il caldo, spero. Si tratta di Profumo di caffè e cardamomo pubblicato da Atmosphere libri. Cosa c’è di meglio che fare un viaggio in Arabia Saudita senza muovere un passo? Specialmente con quest’afa!
Tra le cose belle di questo libro è la voce della protagonista, sicura di sé e della strada che sta percorrendo. Mi trasmette una certa dose di tranquillità. Insomma, sarà una piacevole lettura post-pranzo.

Ho notato inoltre che sto praticamente divorando Non è un mestiere per scrittori. Vivere e fare libri in America pubblicato da minimum fax. Sto sottolineando le parti che mi piacciono di più dal punto di vista formale, per i termini scelti per descrivere una determinata città, oppure i passaggi che ritengo più ricchi di spunti. Faccio piccole orecchie nell’angolo inferiore delle pagine che più mi hanno colpita. Il libro sembra già rovinato dall’usura, pensare che ce l’ho da poco più di una settimana.

Ragazzi oggi spendo poche parole sulla lettura del week end per tuffarmi sul letto con i miei libri.
Buona giornata e buone letture!

Mania da lettrice #12

Mi capita sempre più spesso di chiudere letteralmente un libro nel cassetto del comodino di fianco al letto. Come se fosse un alimento, sempre pronto all’uso nella dispensa piena zeppa, da poterlo afferrare in qualsiasi momento. Quindi mi ritrovo il comodino invaso da libri da leggere, e un cassetto che custodisce quel particolare libro che si rende necessario. Temo sia sintomo di un bisogno irrefrenabile di controllo, sugli eventi, sulla vita, sulle sensazioni.

Poesie da conservare

Buongiorno lettrici e lettori!
Il maggio dei libri sta giungendo al termine. Un mese ricco e pieno di iniziative belle e stimolanti.

Vorrei quindi concludere questo mese con un sonetto famoso di William Shakespeare, per la precisione si tratta del sonetto 130.

Gli occhi della mia amata non sono per nulla simili al sole,
il corallo è molto più rosso, di quanto non siano le sue labbra;
se la neve è bianca, perché allora il suo petto è scuro,
se i capelli sono fili dorati, fili neri germogliano sul suo capo.
Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
ma non vedo rose simili sulle sue guance;
e in alcuni profumi c’è più dolcezza
che nel respiro della mia amante.
Amo sentirla parlare, eppure so bene
che la musica ha un suono molto più piacevole;
garantisco di non aver mai visto camminare una dea:
la mia amante, quando cammina, tocca il terreno.
E tuttavia, in nome del Cielo, credo che il mio amore sia unico
quanto ogni donna imbrogliata da paragoni bugiardi.

William Shakespeare, My mistress’ eyes

La lettura del week end

Buongiorno lettrici e lettori!
Voglio scusarmi per l’assenza di queste settimane – o si tratta di una? Ho perso il conto. Ho avuto molte cose da fare e tra il Salone, il rientro e il cercare di riprendere il ritmo ho preferito dedicare il tempo libero al riposo. Sfrutterò questo week end per fare il pieno di energie e affrontare al meglio la fine di questo mese.
Tra le letture in corso c’è Non è un mestiere per scrittori. Vivere e fare liberi in America di Giulio D’Antona, pubblicato da minimum fax. L’unico appunto che voglio fare è questo: sul titolo compare la parola America, ma potrebbe benissimo essere sostituita con Italia… Non Continua a leggere “La lettura del week end”

Salone, dolce Salone

thumb_Foto del 13-05-16 alle 18.32_1024Salve lettrici e lettori!
Questo Salone si è fatto desiderare e finalmente è arrivato. Ci sono più di mille editori, ci sono tutti, dai grandi ai più piccoli, e io ho avuto il piacere di scoprirne di nuovi.
Come al solito gli acquisti arricchiscono il bottino libroso, tanto da farmi desiderare il ritorno a casa solo per immergermi nelle letture.

Un consiglio per chi ancora deve arrivare a Torino: scordatevi la lista degli eventi ai quali assistere, meglio tenere il programma in mano e decidere via via i prediletti. Perché qui in fiera ci sono così tante cose che si rischia facilmente di perdere il conto del tempo e io più volte mi son ritrovata a pensare: “Sono già le 16?”. E quindi rendermi conto di aver perso due eventi segnati nella lista delle cose da fare/vedere.

Secondo consiglio: scarpe COMODE. Lo so che c’è anche il #SaloneOff, molti eventi sono serali, e quindi il pensiero di vestirsi un po’ più a modo è ben solido; il problema è che le ore passate a camminare su e giù per la fiera vi faranno dolere schiena e piedi, quindi
abbandonerete le scarpe più belle in fondo alla valigia, quindi perché occupare spazio prezioso che potrebbe essere riempito al ritorno con un libro in più? Pensateci.

Per chi non ho ancora incontrato, non esitate a scrivermi. Ci vediamo in fiera! 🙂

Recensione: Ancóra, Hakan Günday

Ancora_webIl libro

Gâza è un bambino di nove anni cresciuto senza madre da un padre padrone, Ahad. Gâza ha imparato una cosa della vita, quella che per lui è una legge suprema: sopravvivere a qualunque costo. Gâza è un trafficante di immigrati, aiuta il padre che fa questo lavoro da moltissimo tempo e sembra non sia fare altro. Tuttavia Gâza sembra addirittura più bravo, più portato di Ahad, una dote innata. Il lavoro lo incattivisce, lo fa diventare un mostro.
Decide di voler studiare gli esseri umani. Così trasforma la cisterna in un piccolo centro di osservazione, installando telecamere più o meno nascoste. Prende appunti come un vero scienziato, come un sociologo che deve studiare le ragioni che inducono le persone a rinunciare ai loro diritti solo per raggiungere un luogo diverso da quello natio, nella speranza di riacquistare quegli stessi diritti che ormai hanno perduto con la scelta di intraprendere il Viaggio.
La trasformazione di Gâza in bestia è completa quando, dopo essersi invaghito di una ragazza presente in uno dei tanti carichi di persone, decide di volerla conquistare Continua a leggere “Recensione: Ancóra, Hakan Günday”

Poesie da conservare

Cari lettrici e lettori, con questa bella giornata di sole non posso fare a meno di pensare alle giornate trascorse al mare, al campeggio in Sardegna dove andavo da piccola con tutta la famiglia. La nostalgia si fa sentire, specialmente oggi che una vacanza sembra così lontana.
Fortunatamente i libri servono anche a curare le piccole ferite, come questa nostalgia di mare. Chiamo in aiuto Baudelaire, che ha composto una delle mie poesie preferite in assoluto: L’uomo e il mare.

 

Viandante-su-un-mare-di-nebbia1
David Friedrich, Viandante su mare di nebbia

Perciò, se anche voi oggi siete affetti da questo piccolo malessere, godetevi le parole di uno dei più grandi poeti francesi:

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!

L’uomo e il mare, Charles Baudelaire

Non trovate anche voi che questa poesia sia particolarmente azzeccata?

La lettura del week end

Buon risveglio e buon sabato a tutti!

Come state? Avete passato una settimana impegnativa? Per fortuna siamo già a sabato e la maggior parte di noi non lavora, ma conosco persone che anche in questo giorno si alzano presto per andare a svolgere i propri doveri e questa mattina rivolgo un bel pensiero proprio a queste persone.

Sapete cosa sto facendo in questo preciso momento? (A parte bere un cappuccino e mangiando fette biscottate con la nutella.) Sto pensando a come scrivere un parere, che non sembri frutto di idolatria, su Ancóra di Hakan Günday, edito da Marcos y Marcos.
Insomma, finalmente l’ho finito, purtroppo l’ho finito, l’ho già finito, come? Finito?! Tutte queste cose che mi frullano per la testa non mi aiutano. Questo è un libro che per recensione dovrebbe avere un modulo di acquisto in versione cartacea o ebook, punto e basta. Perché come si fa a dire: è un bel libro, Günday scrive molto bene, la storia di Gazâ è commovente, cattiva e sconvolgente. Tutte queste riflessioni, dopo aver letto il libro assaporandolo pagina per pagina, riempiendolo di post-it e commenti a margine, mi sembrano delle buffonate, delle menzogne, delle inezie.

tumblr_inline_nd4br7OLgO1t2tmggEsagero forse? Se pensate questo, probabilmente non avete letto il libro, o lo avrete letto, ma senza lasciarci dentro un pezzo di voi…
In ogni caso, farò del mio meglio, mi ritirerò per qualche ora in meditazione nel mio tempio personale (ovvero il salone di casa mia) e cercherò di buttare giù qualcosa che non sia vomitevole e che sia all’altezza almeno della copertina del libro (non trovate che sia bellissima)?

Ma questa giornata non la dedicherò soltanto a quest’ardua impresa. Ho appena iniziato infatti la lettura di Anche noi l’America di Cristina Henriquez, edito da NNE Editore, il primo pensiero è stato “Wow” – lo ammetto, non è poi un pensiero così degno di nota –, il secondo invece è stato “Mi piacerebbe poterlo leggere nella lingua originale”. Lo spagnolo fin dalle medie mi ha trasmesso sensazioni bellissime, l’ho seguito per un periodo grazie ai libri, alle canzoni e ai viaggi in Spagna (ben tre viaggi e tutti a Barcellona. Ahimè, mi sono innamorata di quella città!) Da qui la curiosità di leggere questa storia, o forse farei meglio a dire queste storie, in spagnolo.

Nella mia borsa poi non può mancare un titolo come Profumo di caffè e cardamomo di Badriya al-Bish, edito da Atmosphere libri. Titolo, copertina, casa editrice: è stato amore a prima vista, una combo micidiale. Le aspettative quindi sono elevate e spero non vengano distrutte.

Per questa mattina è tutto gente, vado a ritirarmi nel mio tempio, magari riuscendo a cucinare un ciambellone.

Buon sabato e buone letture!

– Ci vediamo a Torino? – La domanda del giorno

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Buongiorno lettori!
– Ci vediamo a Torino? –

Questa la domanda più frequente che in questi giorni ho letto sui social.
Salone Internazionale del Libro: la Moby Dick di tutte le fiere italiane sull’editoria. La Balena Bianca di tutti i lettori. Chi riesce ad arpionarla si deve preparare a una lotta sfiancante, emozionante e, per i neofiti come me, spaventosa.
Più di mille editori, piccoli, medi e grandi piazzeranno i loro stand a Lingotto Fiere con un pugnale tra i denti, assi nelle maniche e tanto spirito combattivo.

Vi sembro esagerata? Forse lo sono. Ma per una come me, una piccola Ismaele (magari!), questi sono i pensieri che si fanno strada nella mente.
Sarà un’avventura, sarà una grande opportunità, incontrerò molte persone, lavorerò con delle belle persone appassionate. Io ci sarò, e ho tante cose da fare e che vorrei fare. Ma come mettere ordine ai pensieri e non farsi prendere da un attacco d’ansia? (L’ansia non è Continua a leggere “– Ci vediamo a Torino? – La domanda del giorno”