Recensione: Carne viva, Merritt Tierce

cover5Il libro

Marie è una ragazza madre, autolesionista, drogata, molto aperta sessualmente e, cosa più importante, una gran lavoratrice. Attira uomini di ogni genere, raramente dice di no. Ha lavorato in bistrot, catene di ristoranti per famiglie e infine per un locale di alta classe, il più importante di Dallas. Marie ha moltissimi problemi personali, è perfettamente consapevole di essere una cattiva madre perché non vede abbastanza la figlia, che adesso vive con il padre – forse l’unico ragazzo che l’abbia veramente amata, buono, tenero e affettuoso, fino a quando non ha scoperto l’ennesimo tradimento di lei – fa uso di droghe leggere e pesanti, si provoca tagli e ustioni per concentrare tutto il dolore che prova su una sola parte del corpo per volta. Tuttavia il tratto che la contraddistingue è la professionalità e lo zelo che impiega sul posto di lavoro. Tutti i suoi colleghi la stimano non solo per le rocambolesche storie dipinte dagli uomini che l’hanno frequentata durante le notti più folli, ma soprattutto perché Marie è in grado di stare dietro a un numero altissimo di tavoli, senza commettere errori, senza lamentarsi. Ha capito che in quel lavoro vige una sola regola: non fare cazzate. Tuttavia, forse perché aveva solo diciassette anni quando è diventata madre, non ha la più pallida idea di come essere un buon esempio per la piccola Ana.

Estratto

“In quel ristorante eravamo tutti un po’ sbagliati. Ammaccati. Sempre a rischio di essere battuti fuori a calci. Forse è lo stesso di un ufficio legale, in un salone di manicure, in qualunque posto di lavoro, prestigioso o umile. Forse essere vivi vuol dire proprio questo, avere incastrato dentro un frammento di qualcosa, rotto e sudicio, che ti fa deviare sempre a sinistra.”

Commento

Merritt Tierce ha esordito nel migliore dei modi possibili. La sua tecnica narrativa è efficace e coinvolgente, lo stile è graffiante e fluido. I personaggi sono tutti d’un pezzo, li scopriamo con le descrizioni che ne fa l’autrice, con i dialoghi ai quali assistiamo, tramite i pensieri e le riflessioni di Marie. Marie. Una donna che ricorderò per molto tempo. Audace, sfrontata, coraggiosa, consapevole. Marie è tutto questo ma anche debole, incrinata, sensibile e stordita. Le sue scelte l’hanno portata a vivere questa vita, lei lo sa bene. Un altro scrittore forse avrebbe raccontato la sua storia stendendo un sottile velo di tristezza, compassione e delicatezza. Ma Merritt Tierce no. Merritt Tierce ha dipinto una donna complicata che vive una vita sregolata con una maestria e un tocco perfettamente adatti a creare nel lettore una sensazione di piacevole sbigottimento.
Quando leggi Carne viva sei portato a chiederti molte volte due cose: Ma davvero ho appena letto questa cosa? e Si può fare veramente una cosa del genere?
Poi, nel momento che segue immediatamente le sopracitate domande, prendono forma le due risposte: e …A quanto pare sì.
Questo perché l’autrice ha reso così vivida la storia di Marie e l’ha raccontata senza inutili perbenismi e peli sulla lingua, come fanno le madri quando devono dire qualcosa di importante ma brutto ai propri figli, da generare una forte fiducia nei suoi confronti.
Ripensandoci ora a mente fredda devo confessarvi che con Carne viva mi sono sentita al sicuro e rispettata. Non è facile fornire ai propri lettori una storia difficile forse da digerire, che potrebbe urtare la sensibilità, smuovere lo stomaco, una storia dove si parla di una donna che parla per un mucchio di altre donne e di una bambina che vive come altrettante bambine. Non è facile per nessuno e credo non lo sia stato nemmeno per la Tierce.
Credo anche che lei ci abbia voluto mostrare quanto queste situazioni sono reali, anche quando le troviamo scritte su pagine bianche e anzi, che lo sono soprattutto quando intendiamo farle leggere alle persone.
Mi sono sentita al sicuro perché fortunatamente questa non è la mia storia, perché sto bene e perché mi voglio bene. Mi sono sentita rispettata perché Merritt Tierce mi ha raccontato queste cose proprio come meritavo di poterle leggere. Io non ho bisogno di qualcuno che mi indori la pillola, non sopporto una simile presa in giro, io ho bisogno di qualcuno che abbia le palle di dirmi quello che succede e la Tierce ce le ha avute eccome, per questo merita tutta la mia ammirazione e stima.
Leggere Carne viva è stato bellissimo, un mix tra divertimento, commozione e paura, mentre invece finirlo non lo è stato per niente. Vorrei tanto sapere quali saranno i prossimi passi di Marie, come se la caverà, che fine farà. Soprattutto vorrei leggere altro di questa talentuosa autrice, a quando il prossimo romanzo?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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