Recensione: In Bianco, Marco Bigliazzi

inbianco_copertina_nuova_1024Il libro

L’architetto Saverio Zefiro abita a Livorno e si trova in una situazione di sconforto, il lavoro procede a rilento, i soldi non bastano a mantenere lo studio nel palazzo di via Grande, tant’è che si trova costretto a traslocare lo studio a casa sua. Un giorno sta tornando lì per controllare di aver preso tutto quanto quando uno dei condomini del palazzo, l’architetto e politico Gianluca Rappoli, lo chiama per una cortesia. Sta ristrutturando l’attico per affittarlo a un americano, ma gli imbianchini non riescono ad accedere a una delle stanze che sembra chiusa dal di dentro. Saverio non ha alcuna voglia di intrattenersi ancora nel palazzo che gli ricorda lo sfiorato fallimento del proprio lavoro, ma non ha molto da fare e neanche una gran voglia di rimboccarsi le maniche e mettersi in cerca di qualche nuovo impiego, perciò accetta. Ma nella stanza chiusa a chiave si scopre che un omicidio è stato architettato con fredda ferocia. Un corpo completamente nudo sdraiato sul pavimento, interamente dipinto di bianco. Saverio non ci mette molto a capire di chi si tratta, il suo ex professore di disegno Franco Carrara. Da quel giorno Saverio sembra sempre più interessato all’omicidio e si ritrova a seguire due piste diverse, la prima nata dalla vendetta, la seconda invece nata dalla politica. Scoprirà piccoli segreti del suo professore dei quali non era a conoscenza, conoscerà la sorella, praticamente identica a lui eccetto che per i capelli lunghi, si stancherà molto nel tentativo di risolvere il caso. E quando si trova a un bivio solo una domanda gli vortica nella mente: quale sarà la pista giusta?

Estratto

“Saverio impugna la chiave dello studio come la mano di un amico che sta salutando per l’ultima volta, stringendola qualche istante in più.”

Commento

Marco Bigliazzi ha scritto un giallo molto interessante. Questo è il suo primo romanzo, ha poco più di 50 anni, e la scrittura è decisa, lo stile solido e ben consolidato. La lettura scorre piacevolmente veloce e la tensione in alcuni passaggi è veramente alle stelle. Bigliazzi ha creato dei personaggi che, una volta terminata la lettura, facilmente si ricordano, magari anche con un dolce sorriso sulle labbra. Interessante la scelta di Atmosphere libri, che ha investito su questo esordiente, perché il romanzo ha una trama ben strutturata, non ci sono le tipiche falle di logica o, peggio, quelle temporali, che molti esordienti di oggi commettono, semplicemente per inesperienza. Marco Bigliazzi mi ha quindi stupita con il suo In Bianco. Da poco ho scoperto di apprezzare molto i romanzi gialli e anche i thriller, perciò non sono una gran conoscitrice del genere, tuttavia posso dire che questo romanzo ha tutti gli elementi di un giallo di tutto rispetto, compresa la sopresa, nel finale, nello scoprire chi è l’assassino. Ve lo consiglio!

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4 pensieri su “Recensione: In Bianco, Marco Bigliazzi

  1. Da l’idea di essere un bel giallo. Ho una passione per questo tipo di lettura anche se cerco di leggerne solo uno ogni tanto per non “esagerare” e poi magari annoiarmi con la ripetività come è già successo in passato.

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  2. Pingback: Recensione: In Bianco, Marco Bigliazzi – Critica.Mente: la sola costanza è il cambiamento

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