Recensione: 1Q84 (libri 1, 2 e 3), Murakami Haruki

6144259_387510Il libro

Tokyo, 1984. La killer Aomame è imbottigliata nel traffico, proprio il giorno di una sua missione. L’ambiguo autista del taxi le consiglia una scorciatoia per liberarsi dell’ingorgo di auto che blocca l’autostrada numero 7. E le indica una piazzola di sosta dietro la quale una traballante scala di emergenza dovrebbe fare al caso suo. Mentre Aomame sta per uscire titubante dal taxi, il conducente dice: «Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola.»
Nel frattempo l’aspirante scrittore Kawana Tengo viene contattato dal suo editor Komatsu che gli affida un incarico bizzarro e, pensandoci bene, pericoloso: riscrivere completamente un libro per candidarlo al concorso per un famoso premio letterario. L’autrice di questo misterioso quanto surreale romanzo è Fukada Eriko – Fukaeri il nome d’arte – una diciassettenne bizzarra quanto la sua scrittura, che non riesce proprio a rendere giustizia all’argomento trattato. La crisalide d’aria, questo il titolo, riesce a catturare completamente l’attenzione di Tengo che nonostante questo rimane titubante, il rischio che questa frode possa essere scoperta è alto e lui finirebbe nei guai. Ma la verità è che Tengo è già nei guai.
Nel momento stesso in cui inizia la riscrittura di questo romanzo fantastico, che racconta una realtà parallela a questa, dove il mondo è popolato da strane creature – i Little People – dai poteri eccezionali e che si nascondono nelle persone per spostarsi, Tengo viene catapultato in questa realtà parallela che tutto è tranne che fantastica.
Aomame invece sembra calarsi lentamente nel nuovo mondo, che battezzerà 1Q84, proprio tramite quella scala di emergenza. Lì per lì le sembra tutto normale, poi, a poco a poco, noterà piccoli particolari ai quali non aveva fatto attenzione, riguardo a cose che in genere tiene sempre sotto controllo. Le si insinua nella mente il dubbio che il mondo in cui si trova è diverso da quello di pochi giorni prima, il dubbio è confermato da una surreale visione: in cielo ci sono ben due lune. Una, la stessa di sempre, l’altra, più piccola deforme e verde.
Ma perché proprio Tengo e Aomame si ritrovano catapultati in questa realtà parallela? Cosa li accomuna? Che tipo di rapporto li lega così indissolubilmente? Quali pericoli dovranno affrontare?
A queste domande non voglio rispondervi io, perché sono tra quelle alle quali Murakami sceglie di fornire le risposte, e le trovate tutte tra le pagine dei libri 1, 2 e 3 di 1Q843939469_261718

Estratti

(Libro 1) “Era come trovare gli errori in una figura. Hai davanti a te due immagini. Le appendi sulla parete, l’una accanto all’altra, e per quanto tu possa confrontarle, sembrano perfettamente identiche. Ma se ti metti a osservare con estrema attenzione i singoli particolari, ti accorgi che ci sono alcune piccole differenze.”

(Libro 2) “«Stavamo guardando la luna. Noi due, l’uno accanto all’altra, stavamo fissando quell’ammasso di roccia color cenere che se ne stava sospeso nel limpido cielo delle tre e mezza pomeridiane. Ma cosa può significare? Che la luna mi guiderà dove si nasconde Aomame?»”

(Libro 3) “Si mise a leggere i nomi sulle cassette della posta, tra i quali poteva figurare anche quello del Testone. Non aveva molte speranze, ma valeva la pena di tentare. In fondo era un edificio piccolo, non ci viveva tanta gente. Nell’attimo in cui su una targhetta lesse «Kawana», tutti i suoni intorno a lei svanirono di colpo. Aomame restò impietrita.”

Commento

1Q84 è stato considerato dalla critica come il capolavoro di questo scrittore contemporaneo: Murakami. Durante la lettura di questi libri ho vagato tra la fantascenza occidentale, il folklore giapponese che ricorda certe atmosfere dei manga, il mondo personale, intimo e a tratti onirico dei personaggi, tra violenze e sentimenti puri. Murakami ha creato una storia particolare, che, a fine lettura, mi ha lasciato più persa di quanto non lo ero prima di intraprendere questa nuova sfida.
Qualche giorno fa ho voluto cercare qualche commento su internet e uno in particolare mi ha colpita. Un uomo accusa Murakami di aver scritto un libro sul nulla, che solleva domande esistenziali alle quali poi non si degna di rispondere, lo accusa di non aver soddisfatto alla curiosità che il libro innesca e che, anzi, distrugge la sensazione piacevole di avere tra le mani un libro del grande Murakami. Secondo quest’uomo 1Q84 è il libro peggio riuscito dello scrittore giapponese ed è, a suo dire, un tentativo mal riuscito di tirare fuori un nuovo valido romanzo.
Allora, questo articolo mi ha scossa innanzitutto perché non condivido assolutamente il parere di questo uomo, e poi perché ho avuto anche io un pensiero in comune tra quelli espressi da lui. Mi spiego meglio. Terminata la lettura dei libri 1Q84, mi son sentita spaesata, con molti dubbi in mente e un fastidioso senso di frustrazione. Perciò, quando l’autore dell’articoli accusa Murakami di non aver risposto a domande che aveva sollevato, mi sono trovata d’accordo. Ho pensato: cavolo, in effetti…
Riflettendo però su queste cose un paio di giorni, per digerire il libro e i dubbi che si erano insinuati nella mia mente, sono giunta a una personale conclusione.
Esistono diversi tipi di scrittori, tra questi ce ne sono due in particolare: quelli che con i propri libri ci indicano quali porte del pensiero dovremmo e faremmo bene ad aprire; quelli che invece rendono i propri libri delle chiavi speciali, in grado di  aprire un numero incalcolabile di porte – ma si avverte bene che questo numero è tutt’altro che minimo – e che utilizzano la trama come una mappa segreta, che nasconde i punti in cui queste porte si trovano. A mio avviso Murakami Haruki prende posizione proprio in quest’ultima categoria, e sono contenta di essere tra quelle persone che apprezzano il suo mistero, nonostante a volte ci lasci interdetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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