Recensione: Non dirmi che hai paura, Giuseppe Catozzella

9788807885747_quartaIl libro

Siamo a Mogadiscio, in Somalia, dove la guerra tra i clan conterranei abgal e daarod divampa sempre più. Il paesaggio candido, bianco per la polvere sottilissima alzata dal vento, si macchia di crimini atroci e viene sopraffatto dall’odio istigato dal potere. In questo quadro è dipinta la storia di Samia, una determinata ragazzina con la corsa nel sangue che guarda la guerra con distacco, perché potrà anche toglierle il mare, la guerra, sua sorella maggiore, sorella maggiore di tutti, vietandole di esporsi in spiaggia, ma non potrà mai sottrarle i suoi affetti, come aabe (padre) Yusuf, come il suo aboowe (fratello) e primo allenatore Alì, nonostante lui fosse un daarod e lei una abgal.
Ma Samia si sbaglia. La guerra riesce a strapparle poco a poco la terra sotto i piedi, sotto le sue gambe magrissime eppure così veloci. Le canzoni di sua sorella Hodan, dotata di una voce straordinaria che parla di amore, affetto, libertà e famiglia, insieme alle parole di aabe la mantengono viva, le riscaldano il cuore nei momenti cruciali della sua vita: durante la gara di corsa tra i quartieri di Mogadiscio, nella quale arrivò prima all’età di soli dieci anni; durante le Olimpiadi di Pechino del 2008, dove diventa un simbolo per tutte le donne musulmane, un esempio di forza e libertà e infine durante il Viaggio, che tutti i migranti temono e al quale, allo stesso tempo, aspirano. Sua sorella Hodan era riuscita a superare gli ottomilachilometri in pochi mesi, rientrando nella categoria dei migranti più fortunati. Samia non ha però la sua stessa fortuna, riesce a superare le difficoltà estreme del viaggio dall’Etiopia al Sudan, tra jeep e furgoni riempiti come carri bestiame, resiste alla tratta che attraversa il Sahara, una tortura fino alla Libia, dove l’attende il suo amato mare che l’avrebbe accompagnata fino in Italia. Qualcosa però spezza il filo sottile del suo destino, che fino ad allora aveva resistito alle prove più dure.

Estratto

“Se davvero ci credi, allora un giorno guiderai la liberazione delle donne somale dalla schiavitù in cui gli uomini hanno poste. Sarai la loro guida, piccola guerriera mia.”

Commento

Giuseppe Catozzella è, in primis, un giornalista. Ha collaborato con numerose testate e con la trasmissione televisiva Le Iene. C’è chi dice che con lui non si può parlare di vera e propria letteratura, probabilmente è vero. Ma con questo romanzo si è aggiudicato la nomina di scrittore (oltre al Premio Strega Giovani 2014). Non ho notato una particolare tecnica stilistica che lo possa caratterizzare come scrittore, tuttavia ho la sensazione che con questo tipo di romanzi non ci si debba concentrare troppo sugli artifici letterari, sugli stili, quanto sulle voci stesse dei protagonisti. Non dirmi che hai paura racconta la storia di questa straordinaria ragazzina, Samia, comune a quella di moltissime altre, e Catozzella riesce a renderla allo stesso tempo tanto unica e inimitabile quanto collettiva. La voce che sentiamo durante questa lettura possiede una dolcezza intensa, che si imprime nella nostra memoria per giorni interi e che non ci dà tregua. L’abilità di Catozzella nel maneggiare una simile storia, un simile argomento e un simile pezzo del nostro panorama quotidiano, è eccezionale. Non parliamo di alta e forbita letteratura forse, ma si potrebbe dire che questo modo di scrivere si avvicina a un genere diverso da quello che magari leggiamo tutti i giorni.
Stra consigliato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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